GRUPPO autonomia
palazzesi monia email: monia.palazzesi@gmail.com
sofia ciccioli email:
leo luigi email:
harunaj evisa email:
status: 19-03-08 isolato prodotto, individuati due metodi di identificazione.
0. PROBLEMA (rappresentazione a parole e come schema di reazione)
Individuate una reazione una reazione utile per trasformare il t-butanolo in t-butilcloruro, evitando per quanto possibile la reazione collaterale di eliminazione.
Schema?
1. Concetti e conoscenze collegate pertinenti (su ciò che abbiamo, su ciò che dobbiamo ottenere e sui relativi modi per farlo), anche come mappa concettuale.
Abbiamo t-butanolo e dobbiamo ottenere il t-butilcloruro ( cioè facendo la reazione di sostituzione ed evitando possibilmente la reazione di eliminazione). Il modo x ottenerlo è usare la SN1.
2. Idee possibili ed eventuali varianti (molto sintetiche) su come fare praticamente
Le idee possibili sono : 1. reazione diretta con acido cloridrico, 2. reattivo di Lucas (acido cloridrico + ZnCl2)
3. Perché iniziamo con questa/e idea/e + che cosa ci serve (materiali, strumenti, dati) per realizzarla/e
Abbiamo bisogno di 65 g di ZnCl2, 45 mL di HCl concentrato ( per il reattivo di Lucas), 2 gocce di t-butanolo e 8 gocce del reattivo di Lucas (queste sono le quantità per il saggio qualitativo).
Questa reazione prevede che un nucleofilo più forte ne sposti uno più debole, e tra OH- e Cl- è più debole Cl- e di molto. Quindi, la reazione in cui si deve sostituire OH- con Cl- sarebbe destinata a "fallire". La reazione che potrebbe avvenire sarebbe quella contraria, cioè da tert-butile a tert-butanolo, ma al problema si può rimediare grazie all'ambiente acido. Mettendolo in ambiente acido, il t-butanolo diventa protonato e a questo punto il nucleofilo debole Cl- non deve più sostituire il nucleofilo forte OH-, ma il nucleofilo altrettanto debole H2O. Ma si può fare ancora meglio col reattivo di Lucas che forma un gruppo uscente ancora meglio di H2O, che è -OZnCl2+ e questo perchè Zn++ è un elettrofilo migliore di H+.
(la reazione che deve avvenire è: t-buOH2+ + Cl- ---> t-buCl + H2O).
A questo punto dovete spiegare il tentativo fatto con HCl conc senza ZnCl2 e la decisione presa, nel piano di lavoro, di procedere con ZnCl2, + la spiegazione dell'aggiunta di questo ulteriore acido di Lewis in base alla diversa facilità di sostituzione tra bromuro alchilico e cloruro alchilico.
4.1 Pianifichiamo passo - passo la nostra idea alternativa n.1 ecc.
1. ad alcune gocce di t-butanolo aggiungiamo un gual numero di gocce di HCl conc.
2. agitiamo
3. se si forma il t-bulil cloruro si dovrebbe separe in uno strato
4.2 Pianifichiamo passo - passo la nostra idea n.2
- pesiamo 65 g di ZnCl2 in una vaschetta sulla bilancia tecnica
- prendiamo 45 mL di HCl concentrato con il cilindro
- sciogliamo il cloruro di zinco con l'acido in un beker
- mettiamo 2mL di t-butanolo in un imbuto separatore calcolate la quantità appropriate con una proporzione gocce : mL = gocce : mL e utilizzate un recipiente appropriato, tenendo conto di come avverrà l separazione.
- aggiungiamo 18 mL del reattivo di lucas idem ricalcolate in mL
- agitiamo fino a quando la soluzione diventa torbida
- metiamo le due parti separate in due diversi beker
- la parte acquosa va buttata
- la parte del t-butilcloruro la teniamo e questa viene riconosciutra tramide l'odore caratteristico degli alogenuri
- facciamo il punto di ebollizione
- montiamo l'apparecchio di thiele
- mettiamo dentro il thiele l'olio di vasellina
- prendiamo il termometro
- leghimo una provettina con 1/2 mL di soluzione dentroe un capillare capovolto
- riscaldiamo con il bunzen
- prendiamo le due temperature
- facciamo il saggio di Lassaigne: prendiamo una provetta
- mettiamo 2 g di saccarosio
- 0,5 mL di t-butilcloruro
- un pezzetto di sodio metallico
- riscaldiamo cn la fiamma fino a quando la provetta nn diventa arroventata
- buttiamo la provetta in un beker con l'acqua fredda
- rompiamo la provettina
- filtriamo il tutto
- otteniamo la soluzione alcalina che ci servirà per il saggio con gli alogeni
- prendiamo 1/2 mL dellasoluzione alcalina
- acidifichiamo con HNO3 1:1 ( senza riscaldamento in quanto nella nostra soluzione non sono presenti nè solfuri nè cianuri)
- agitiamo un pò
- aggiungiamo 1/2 mL di AgNO3 0,1 M
- si forma un precipitato bianco in presenza di cloruri
5.1 Fasi critiche: nominativi e motivo della riunione; informazioni ottenute e fonti; decisioni prese.
abbiamo testato i metodi 1 e 2 su piccole quantità il 15/3. Solo con l'aggiunta di ZnCl2 si è formato un intorbidamento. Perciò il 19/3 abbiamo utilizzato la pianificazione 2.
il 26/3 abbiamo fatto il saggio di Lassaigne e il punto di ebollizione. 28/3 abbiamo fatto il resoconto di tutte le idee e le varie esperienze fatte in laboratorio e comunicato agli assenti le varie modifiche.
In realtà a questa pagina web si trova che l'unico difetto dell'idea 1, comunque valida, era di....
http://wwwchem.uwimona.edu.jm:1104/lab_manuals/c10expt20.html
5.2 Fase sperimentale (in cui tutto fila liscio): diario di bordo dell'esperimento con data, iniziali reporter, singole osservazioni dettagliate, dati in ingresso.
Riportate qui sotto le osservazioni e i dati dell'applicazione dell'idea 2 del 19/3 e del 26/3.
- Le osservazioni per il saggio di Lucas sono le seguenti: abbiamo notato un intorbidamento della soluzione che ci ha fatto capire che c'era la presenza dell'alogenuro alchilico.
- Le osservazioni per il saggio degli alogeni sono le seguenti: abbiamo notato che si è formato un precipitato bianco e questo ci ha fatto capire che c'era la presenza del cloro.
- Il punto di ebbollizione è stato: 64°C-62°C.
I reporter di queste esperienze sono stati:
- saggio di Lucas: Harunaj Evisa e Leo Luigi
- saggio di Lassaigne: Palazzesi Monia
- punto di ebollizione: Harunaj Evisa
- documentazione: Palazzesi Monia
5.3 Elaborazione dati in uscita, interpretazione dei risultati
Ci siamo basati sulle metodiche presenti nel libro di chimica organica.
5.3 Controlli e conferme sperimentali
Per il punto di ebollizione è stato controllato sul libro del laboratorio di Carlo Erba.
Un'ulteriore conferma è stata data dall'odore caratteristico degli alogenuri alchilici.
6. Conclusioni, revisione generale del processo.
Il risultato di tutti gli esperimenti hanno portato alla conferma dell'avvenuta formazione dell'alogenuro alchilico e cioè il t-butilcloruro.
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